lunedì 17 novembre 2014

COSTUME


IL GUARDAROBA DELLA REGINA





Nonostante la regina Elisabetta sia considerata in tutto il mondo una donna molto elegante, in Italia i suoi tailleurs e i suoi spolverini hanno fatto sempre sogghignare. Pochi però si rendono conto di quanto sia difficile vestire una regina, di quanti imprevisti si debbano considerare, quanti piccoli spiacevoli incidenti si debbano evitare.
La sua sarta storica, Angela Kelly, al suo servizio dal 1994, ha rivelato qualche segreto. 




Anzittutto bisogna pensare alla praticità. La regina deve assolvere molti impegni, molti dei quali all'aperto: bisogna evitare che una folata di vento possa sollevare l'orlo dell'abito, dando origine al cosidetto ''effetto Marilyn'' (dalla scena in cui la Monroe si piazzava sulla bocca di aerazione della metropolitana). Dunque niente abiti con gonne in tessuto leggero o scampanate, e soprattutto una serie di pesetti di piombo cuciti nell'orlo. 


 Nella foto a fianco, un'inesperta Kate Middleton, prima di diventare duchessa, è vittima dell'''effetto Marilyn''. Di recente Kate è stata bacchettata dalla regina per i suoi errori riguardanti l'abbigliamento, in primis le gonne eccessivamente corte, gioia dei fotografi.




Gli abiti interi sono da preferirsi a camicette e gonne, perchè salendo e scendendo da un'auto, o sedendosi e rialzandosi, la regina non debba reinfilarsi goffamente la camicetta sfilata fuori dalla gonna.
La regina essendo piuttosto piccola, preferisce l'abbigliamento tinta unita, che l'allunga un po', e che distoglie l'attenzione dai particolari per dare maggiore risalto alla sua figura. La tinta unita e i colori vivaci, che nessun'altra alla sua età si permetterebbe di portare, sono anche utilissimi perchè il pubblico la possa distinguere meglio, anche da lontano. E non solo il pubblico: anche il servizio di vigilanza deve sempre vederla spiccare fra la folla.
Le sue scarpe hanno sempre tacchi quadrati da 5cm, e devono essere comode. La regina per questo ha un'assistente apposita
il cui dovere consiste nell'indossare per lei le scarpe fino a che, al momento della prova, non siano già morbide e confortevoli.




Una squadra di dodici persone collabora con Angela Kelly per dare vita ai completi color pastello tanto amati da Elisabetta, e viene studiato nel dettaglio anche ogni accessorio, perfino l’ombrello.
Solitamente per ogni occasione Angela compone quattro bozzetti, tra i quali poi la Regina sceglierà quello adatto. Una volta scelto il modello lo si realizza in cotone grezzo, per capire come sarà ultimato, e infine si crea il capo definitivo nel tessuto scelto, chiffon, seta, lino o lana non importa. Per i tanto amati cappellini si procede nello stesso modo, ma con un prototipo in paglia. In base all'etichetta, la regina non si fa vedere all'aperto senza cappello nè senza guanti.
























Quando poi la regina si reca a provare l’abito, prima della consegna, non ammette nessuno se non la sarta Angela e i suoi fedeli cani corgis.






Dai cappellini alle borsette, redingote in colori gioiello, Barbour, wellies e l'immancabile kilt contro i rigori del castello di Balmoral, l'ultraottuagenaria sovrana dei britannici è icona di 'un certo stile' che non piace solo alle sue coetanee, ma tenta, destrutturato, anche le giovanissime. Prova ne è stato all'indomani del Royal Wedding, il trionfo della pelletteria Launer London che ha registrato una impennata di richieste tra clienti tra i 35 e i 50 anni dopo l'apparizione di uno dei loro modelli più tradizionali, rettangolare, di pelle di vitello con doppio manico, al braccio di Elisabetta nelle navate di Westminster Abbey (foto sotto).




 I vestiti della Regina, migliaia, catalogati minuziosamente e battezzati con nomi in codice, sono una uniforme, disegnati apposta per farla individuare tra la folla: Elisabetta è minuta di corporatura ma il suo stile inconfondibile la fa notare. "Vestire la Regina significa creare qualcosa per la donna più famosa del mondo, una donna che è vista da più persone di chiunque altro", ha detto alla Bbc Stewart Parvin, 45 anni, che dal 2000 lavora sull'abbigliamento della sovrana in collaborazione con Angela Kelly.


In un'apposita agenda viene segnato il nome dell'abito, l'occasione in cui viene indossato, la data, il luogo e le persone che erano presenti, onde evitare gaffes stile Angela Merkel. La regina non disdegna di indossare più volte lo stesso abito, ma mai davanti alle stesse persone o nel medesimo luogo, e lasciando passare un giusto lasso di tempo fra un'occasione e l'altra. Le scarpe, o la spilla sul bavero non necessitano di uguali attenzioni. 
Vi è però un abito, che ha nome Buttercup, color giallo burro, che la regina ama più degli altri, e ha indossato in diverse occasioni; prima fra tutte il matrimonio di Kate e William. Il giallo è infatti un colore ottimista, di forte impatto visivo, che però non toglie luce alla sposa.



Da notare la cura che la sovrana investe nel far passare dei messaggi diplomatici tramite il suo abbigliamento. Uno esempio non lontano risale al maggio del 2011 quando Elisabetta non mancò di vestirsi rigorosamente di verde durante la sua storica visita in Irlanda del Nord.

























 O quando, durante un viaggio in Canada nel 2010, convinse delle donne della comunità indigena dei Mikmaq a ricamarle delle perle su uno dei suoi capi.
L'azzurro è il colore dominante del guardaroba della regina. Simboleggia la sua devozione al popolo inglese. Adatto per occasioni disimpegnate, come i party all'aperto.



Il rosa tenero fu un colore che la giovane regina utilizzò per dare un'immagine meno austera della monarchia. Oggi peraltro lo usa frequentemente anche in tonalità più vivaci.











 Nell'ultima visita che ha fatto in Italia ha indossato un colore nuovo, il glicine.
























In genere non indossa il nero, riservato ai funerali e al “Remembrance Sunday”, ricorrenza novembrina in cui si ricordano in Gran Bretagna i caduti in guerra.
Elisabetta ha sviluppato negli ultimi anni, "uno stile più forte" soprattutto sul fronte del colore e degli accessori: "Non veste come una celebrità ma è consapevole di avere un certo glamour e le piace". Cinque anni fa del resto la Regina è entrata nella lista delle 50 donne più alla moda del mondo con le top Kate Moss, Claudia Schiffer e Naomi Campbell. E' evidente che fin da quando, negli anni Cinquanta, col suo vitino di vespa, incarnava la moda dell'epoca, la sovrana è sempre stata, alla sua maniera, stylish. Ma il paradosso è che é negli ultimi tempi ha fatto tendenza. In tempi recenti infatti, modelle con gonne di tweed sotto il ginocchio, foulard in testa e grandi borsette rettangolari sono state le protagoniste di sfilate di Dolce e Gabbana e di Vivienne Westwood. 


Steward Parvin ha rivelato che la regina ha la fortuna di non soffrire il caldo e di non sudare. I tessuti vengono ovviamente scelti fra i tipi che non sgualciscono, ma comunque, addosso a lei, restano sempre immacolati e perfettamente stirati. Altro particolare rivelato dall'indiscreto stilista è che Elisabetta ha una spalla più bassa dell'altra, perciò si aggiunge una spallina per portare ogniabito alla perfezione. Segreto ben conservato è invece la sua taglia.
Ventisette dame di compagnia si occupano dell'abbigliamento della regina, che viene aggiornato con nuovi vestiti due volte l'anno. Comprende trenta pellicce, per un valore di oltre tre milioni di euro, cinquecento cappelli, centocinquanta borsette. Si dice che queste ultime servano anche a trasmettere messaggi in codice alla servitù. La persona che le sta accanto è noiosa? Sua Maestà posa la borsetta a terra. La regina si sente a disagio? Infila la borsetta al braccio.
Angela Kelly è stata l'unica a sapere perché sono stati commissionati per la cerimonia dei Giochi Olimpici, due vestiti da cocktail identici color pesca: 


















uno sarebbe stato indossato dalla stunt- sosia della monarca che si è paracadutata nello stadio di Statford insieme al finto James Bond. Ha rivelato questo e altri segreti in un libro da lei scritto, “Dressing the Queen- The Jubilee Wardarobe'', che ha avuto un discreto successo. 

FINE


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