giovedì 18 dicembre 2014

COSTUME


I KRAMPUS, DIAVOLI NATALIZI



Si tratta di una tradizione legata alla mitologia cristiana, più precisamente al vescovo San Nicolò e al suo servitore Krampus.

Si racconta che tanto tempo fa, nei periodi di carestia, i giovani dei piccoli paesi di montagna si travestissero usando pellicce formate da piume e pelli e corna di animali. Essendo così irriconoscibili, andavano in giro a terrorizzare gli abitanti dei villaggi vicini, derubandoli delle provviste necessarie per la stagione invernale. Dopo un po' di tempo, i giovani si accorsero, però, che tra di loro vi era un impostore: era il diavolo in persona, che approfittando del suo reale volto diabolico si era inserito nel gruppo rimanendo riconoscibile solo grazie alle zampe a forma di zoccolo di capra.
Venne dunque chiamato il vescovo Nicolò, per esorcizzare l'inquietante presenza. Sconfitto il diavolo, tutti gli anni i giovani, travestiti da demoni, sfilavano lungo le strade dei paesi, non più a depredare ma a portare doni o a "picchiare i bambini cattivi", accompagnati dalla figura del vescovo che aveva sconfitto il male.
La festa di San Nicolò vescovo di Mira, si festeggia solitamente la sera del 5 dicembre. Il suo culmine  è una sfilata per le vie del paese. La sfilata solitamente segue questo ordine: in primis sfila lo stesso San Nicolò, a piedi o su di un carro, accompagnato dagli angeli e dal suo servo Davide, distribuendo dolci e caramelle ai paesani. A seguire, una masnada di diavoli inferociti, i krampus, che sono uomini-caproni scatenati e molto inquietanti che si aggirano per le strade alla ricerca dei bambini "cattivi", armati di fruste e catene.


 
In Italia questa festa è maggiormente diffusa in Trentino-Alto Adige e nel Friuli. Nel resto d'Europa, la sfilata avviene in molte altre zone, specialmente quelle di lingua tedesca, ma soprattutto in Baviera, Svizzera e Tirolo.


Con l'avvento delle cromolitografie e il diffondersi di figurine e cartoline d'auguri a colori, il Krampus diventò uno dei protagonisti dell'iconografia natalizia. 

 
 


 Raffigurato in maniera raccapricciante, mentre punisce i bimbi cattivi, talvolta sotto gli sguardi impassibili e consenzienti dei genitori, più tardi assunse anche connotazioni ambigue e maliziose. 





 



















 





 
In altre zone dell'Europa, il servo di san Nicola ha altri nomi e aspetto diverso, ma appare evidente che impersona comunque il diavolo e rappresenta l'alter-ego "cattivo" e "oscuro" del portatore di doni.
In Francia prende il nome di Père Fouettard: vestito di una scura palandrana, con una barba grigia e incolta, minaccia con la frusta (fouet) i bambini cattivi.



Nei Paesi Bassi a fianco al vescovo compare Zwarte Piet (Pietro il Moro), nei panni di un servo moresco che aiuta san Nicola a distribuire doni e caramelle, ma minaccia i bimbi cattivi di trascinarli con sè nel suo paese d'origine, la Spagna. Pare infatti che il personaggio di Zwarte Piet sia nato alla fine del XVI secolo durante l'occupazione spagnola dei Paesi Bassi: rappresenterebbe infatti un soldato spagnolo, che la popolazione olandese vedeva come il ''diavolo'' (così come la Spagna, dove Zwarte Piet conduce i bambini cattivi, sarebbe "l'inferno").




Nelle regioni della Germania del Nord vi è un personaggio equivalente del Krampus: Knecht Ruprecht  (Ruprecht il servo), un monaco armato di frusta con lunga barba grigia e un abito scuro:  da un punto di vista iconografico è praticamente sovrapponibile al Santa Klaus ottocentesco, probabilmente perchè si tratta di una secolarizzazione del santo stesso, specie nei Paesi protestanti, dove la Riforma ha cercato di "sradicare" il culto dei santi. 

 

















 

Mentre in Olanda Santa Klaus viene ancora rappresentato in abiti vescovili, noi siamo ormai abituati ad una rappresentazione di derivazione americana dovuta soprattutto al disegnatore Thomas Nast e alla pubblicità della Coca Cola.  Nell'immagine qui sopra appare evidente che per qualche tempo c'è stata un po' di confusione.





 In quest'immagine di Thomas Nast è evidente il cambio radicale d'immagine, da vescovo santo in ometto ciccione e ridanciano. 










 
Sotto, il Santa Klaus ormai più noto: quello lanciato dalla Coca cola.





Sta di fatto che, quando il vescovo Nicola si trasformò definitivamente nel Babbo Natale che tutti conosciamo, Krampus fu letteralmente censurato, sopravvivendo solo nelle sfilate folkloristiche. 

Altri articoli sulle feste di fine anno:

 Dolci di Natale
I dolci dei Re Magi 
Pampepato 
Dopo le feste 
Cena di Capodanno 
Sopravvissuti al Natale